Rottamarsi un po'/6
Paolo Poli e il dubbio che nasca qualcosa
Paolo Poli, fiorentino anche lui, figlio della modesta e operosa Rifredi, un giorno si definì: “La signorina che non sa nulla di politica”. Mi permetto di rubargli la battuta. Se non fossi una signorina che non sa nulla di politica, con tutto il bene ma anche il male che tale condizione comporta, mai mi sarei permessa di segnalare l’eleganza di una figura non pensando al rischio di danneggiarla. Lontana da me, mille miglia, l’idea d’arrecare danno a qualcuno facendogli un complimento. di Letizia Muratori
15 AGO 20

Paolo Poli, fiorentino anche lui, figlio della modesta e operosa Rifredi, un giorno si definì: “La signorina che non sa nulla di politica”. Mi permetto di rubargli la battuta. Se non fossi una signorina che non sa nulla di politica, con tutto il bene ma anche il male che tale condizione comporta, mai mi sarei permessa di segnalare l’eleganza di una figura non pensando al rischio di danneggiarla. Lontana da me, mille miglia, l’idea d’arrecare danno a qualcuno facendogli un complimento. Giudizio estetizzante – mi dicono, manco fossimo a Rinascita negli anni Cinquanta – snob, riduttivo, fatuo, poco serio e perfino classista. La vita vera è un’altra. Inutile rispondere alle accuse dicendo che quell’eleganza per me non era solo una questione sartoriale, ho parlato di passione, di capacità di comunicare senza rinunciare a una vocazione alta del discorso politico ma, ripeto, è inutile insistere perché se è passata solo la cravatteria, giusta o sbagliata che sia, la colpa è mia che non capisco più ciò che mi circonda. E a me non piace non capire. Così ho deciso di autorottamare, a scopo esplorativo, la signorina che è in me, e con essa quel senso dell’umorismo che Dorothy Parker si autocensurava chiamandolo “spiritosaggini”. Non è tempo, questo, di fare gli spiritosi: oggi le battute ammesse le fanno solo i preti, le suore e i nuovi Papi. Mi rassegno all’evidenza, perché il cambiamento c’è e d’ora in poi girerò coi paraocchi. A questo giornale che per certi versi è il regno della spiritosaggine scriverò solo lettere improntate al buon senso. Non chiamiamola più sinistra – ripeto a me stessa rottamandomi – ma semplice buon senso, anche perché le parole saggezza e saggi sono state travolte da noti fatti di cronaca. Sarò seria – prometto, perdendo pezzi. Se avessi figli li iscriverei agli scout, ma non li ho, e senz’altro cucinerò ciambelloni per i miei vicini di casa nella speranza che da tutto ciò che non conosco, che non ho mai vissuto e che in fondo ho sempre odiato nasca davvero qualcosa.
di Letizia Muratori